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日志


2月26日

Ricominciare

RICOMINCIARE.

 

Capita di perdersi e faticare a ritrovarsi, ma talvolta è sufficiente anche il ritorno all'aperto per insinuare dubbi ed incertezze.

La prevenzione anche in questi casi aiuta ma taluni riferimenti devono comunque rimanere saldi.  Eccoci dunque con un piccolo memorandum che certo potrà essere d'aiuto a molti.

 

I materiali: croce e delizia.

Pur fondamentali i materiali, non devono nè possono essere trattati in maniera maniacale. E' importante invece, come spesso abbiamo ricordato, che tutti gli aspetti legati ad essi siano costantemente tenuti sotto controllo. Controllo e ripristino, appunto,non sempiterna modifica. Sarebbe buona norma quindi  attenersi ad una tabella periodica di verifica che possa metterci al riparo da spiacevoli sorprese. Almeno ogni trenta giorni e comunque una settimana prima di ogni competizione importante gli accertamenti da portare avanti sui materiali dovranno prevedere il monitoraggio di :

1)       Tiller

2)       Allungo

3)       Dinamica Cam/Ruote

4)       Allineamento Cam/ Ruote

5)       Incocco/ Loop

6)       Separacavi e Slitta

7)       Peep

8)       Rest

9)       Mirino/ Diottra (Livelli e Bolle)

Cablaggi, corde e relativi serving verranno inoltre costantemente tenuti  sott'occhio verificandone usura ed eventuale lassità.

Identico discorso valga per gli apparecchi di sgancio che vanno  regolarmente puliti testando inoltre  la loro affidabilità meccanica e tenuta alla regolazione. Ovviamente stessa cura dovrà essere concessa al cordino di trattenuta od al loop sulla corda quando presente. Cautela andrà invece usata nello specifico per quel che concerne la  lubrificazione che ricordiamo raramente consentita e/o consigliata e che verrà eventualmente soddisfatta con dei prodotti dalle caratteristiche solitamente indicate dal costruttore ( normalmente sostanze volatili atte a non trattenere polvere e scorie). Non risulta superfluo ricordare inoltre che, in caso di pioggia o di uso in condizioni di umidità estrema il nostro arco andrà alla fine perfettamente asciugato e lubrificato nelle zone a rischio grippaggio/ attrito. Altro capitolo si apre per le frecce che, con una frequenza almeno settimanale, dovranno essere prese in considerazione per integrità,situazione impennaggio, punte e cocche. Particolare attenzione andrà data a queste ultime in quanto  facili al danneggiamento, alla perdita di aderenza con il corpo freccia ( e quindi all' involontaria rotazione )ed all'allargamento della sede ospitante la corda ( Ali ).

Testare l'esecuzione.

Le verifiche tecniche rimangono tuttavia le più importanti ed è per questo che si ritiene opportuno spendere quantomeno una seduta settimanale di allenamento ( o buona parte di essa ) per analizzare la situazione esecutiva. In tale contesto il fattore posturale sarà il primo ad essere preso in esame. La posizione dei piedi rispetto al bersaglio e lo sviluppo delle linee di proiezione principali ( Anche e Spalle) andranno verificate anche con l'ausilio di test ad occhi chiusi e quindi, al bisogno, riadattate soffermandosi sulla presenza di eventuali rotazioni/ torsioni  volute od accidentali. L'attenzione andrà quindi portata sui punti di contatto con l'attrezzo. La mano dell'arco ed il suo processo di inserimento entro la grip andranno analizzati così come la presa allo sgancio che, in special modo per i tiratori Back Tension, risulta estremamente delicata ed importante. Il ceck sulla situazione articolare del gruppo delle spalle/ scapole precederà quindi quello sulle linee di trazione che andranno controllate sui due piani ( orizzontale/ verticale). L'ultimo step verrà quindi dedicato ai contatti al viso ed alla loro corretta cronologia d'acquisizione. Con un simile ripasso settimanale le spesso presenti perplessità sul settaggio dell'allungo od il posizionamento della peep troveranno inoltre facile resoconto.

Ritorno all'aperto.

Il ritorno alle specialità outdoor dopo un’ intiera stagione al chiuso necessita di un breve periodo di adattamento quantificabile in 6/7 sedute di training. Tali sedute dovranno essere precedute da un settaggio preliminare dell'attrezzo e da una messa a punto di massima che, tuttavia, potrà essere molto vicina a quella definitiva. Durante la prima settimana  sarà importante non trarre conclusioni affrettate limitandosi a seguire il normale e quasi automatico processo di adeguamento agli spazi aperti. Il riposizionamento della peep sarà una fra le prime operazioni da mettere in atto e verrà effettuata a 70 metri. Tale scelta ci permetterà infatti una buona gestione tecnico posturale alle lunghe distanze sin da subito. Se l'allocazione della nostra peep per il tiro al chiuso sarà stata corretta, il passaggio ai tiri lunghi ci chiederà sicuramente un abbassamento variamente quantificabile della stessa. L'allungo non andrà minimamente messo in discussione in quanto il pensare al suo variare a seconda della disciplina è da considerarsi un autentico assurdo in termini tecnici e biomeccanici. Lo stesso dicasi perla postura che, al limite, potrebbe prendere in considerazione una posizione dei piedi leggermente più aperta e quindi adatta a contrastare gli effetti del tiro ventoso. Soluzione quest'ultima del tutto opzionale e non certo obbligatoria. Tenendo sempre sotto controllo linee e conseguenti angoli( parliamo sempre di postura) possiamo senz'altro a questo punto affrontare la rifinitura.

Per finire.

Una volta acquisita la necessaria confidenza con visuali, situazioni e distanze, la ricerca della massima efficacia passa attraverso

l'ottimizzazione della messa a punto che, lo ricordiamo, rimane legata all'ampiezza della rosata. Da non sottovalutare in questa fase sarà l'importanza della locazione e del lavoro del poggia freccia che sono del resto spesso sintomatici della situazione funzionale generale dell'attrezzo. Se infatti è vero che un suo posizionamento al di fuori di quelli che si possono considerare i normali canoni di settaggio si può certamente definire come accettabile, è anche vero che delle deviazioni piuttosto marcate anche se paganti, sono quasi sicuramente sintomo di un quadro globale d'azione non ortodosso che, nel tempo, potrebbe facilmente degenerare. Una cam sbilenca tenderà ad aumentare i gradi di disavanzo con l'uso intensivo, un separacavi troppo aperto farà in modo che i vostri flettenti saranno drasticamente sollecitati in maniera anomala, ecc, ecc....Un’ ultima considerazione va al settaggio dell' allungo. Nel dubbio, ricordate: se proprio si deve sbagliare in questo caso è sempre meglio farlo per difetto piuttosto per eccesso.

 

 

Foto n° 1 + Foto n° 2  ( Da Accoppiare )

L’allineamento ed il bilanciamento delle cam sono fattori essenziali alla messa a punto.

Il loro corretto settaggio faciliterà non poco i processi di tuning.

Foto n° 3 + Foto n°4 ( Da Accoppiare)

Presa allo sgancio e mano dell’arco rimangono punti fondamentali da tenere costantemente monitorati.

Foto n° 5 + Foto n° 6 + Foto n° 7 ( Da Accoppiare)

Un ancoraggio solido, un adeguato contatto alla corda e la perfetta collimazione con la peep si richiamano ad una precisa cronologia d’ acquisizione. E’ questa una delle fasi in cui ancora troppo spesso tendiamo a creare confusione.

Foto n° 8 + Foto n°9 + Foto n° 10 ( Da Accoppiare)

La verifica delle linee principali di proiezione ( Piedi, Anche, Spalle) mette al sicuro da pesanti svarioni posturali.

Foto n° 11 + Foto n° 12 ( Da Accoppiare)

I rilasci meccanici vanno tenuti puliti e quasi mai lubrificati. Sotto controllo va tenuta anche la loro usura solitamente indicata da malfunzionamenti parziali o totali piuttosto che da “rumori” insoliti. Livelli e bolle dell’apparato di mira tendono a perdersi con una certa facilità. E’ importante verificarli a scadenze fisse od al bisogno.

Foto n°13 + Foto n°14 ( Da Accoppiare )

Frecce e Rest, mai sottovalutare l’importanza della loro integrità.