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2月23日 Peso e BilanciamentoPeso, Bilanciamento, stabilità e precisione, Il peso. Fuori dal discorso ammortizzante la nostra stabilizzazione fondamentalmente dovrebbe preoccuparsi di ordinare l’assetto dell’arco durante l’intero processo d’armamento o trazione, di facilitare la gestione dell’attrezzo una volta raggiunto il massimo allungo e durante tutte le fasi di collimazione e mira, ed infine appunto di, mantenere stabile il sistema nel momento in cui la freccia subisce lo scocco. Ovvio che tali opzioni, invece, possono influenzare in maniera pesante la nostra precisione al tiro. A livello operativo esistono fondamentalmente due piani di lavoro sui quali possiamo intervenire per adattare un sistema di stabilizzazione alle nostre esigenze. Intuitivamente parliamo quindi di masse ed equilibratura. Prendendo in considerazione tali opzioni, la più rilevante sembra proprio essere la prima in quanto, senza ombra di dubbio, il peso espresso dalla stabilizzazione al pieno allungo è quello che maggiormente influenza il nostro approccio alla mira. Una buona stabilità durante questa fase, infatti, non può che influenzare positivamente la nostra esecuzione aumentando nel contempo sicurezza e fiducia. Parlando di bilanciamento dinamico prendiamo dunque in considerazione il rapporto fra peso dell’arco completamente attrezzato e libbraggio espresso dallo stesso al massimo allungo. La nostra percezione del mirato, o meglio il movimento del mirino sul bersaglio durante la mira,potrebbe senz’altro suggerirci dove e come muoverci per arrivare alla soluzione del rovello. Un bilanciamento non adeguato potrebbe per esempio prevedere un attrezzo leggero opposto ad un deciso carico in libbre. Una situazione purtroppo piuttosto frequente che, rapportandoci al mirino, vedrebbe dei veloci micro - spostamenti del nostro dot di mira accompagnati da delle rare ma sostanziose deviazioni in zone della targa tutt’altro che utili con un andamento del tutto imprevedibile. Tale andamento solitamente sarà caratterizzato da dei buoni raggruppamenti purtroppo accompagnati da dei “ missili” incontrollabili in zona pieno nove e di orientamento variabile. Soluzioni: Bilanciamento: Per quel che concerne invece il bilanciamento complessivo del nostro compound, dobbiamo necessariamente arrivare a parlare degli stabilizzatori in quanto tali che, a parte le loro proprietà smorzanti, qui volutamente lasciate in secondo piano, hanno come loro prima funzione quella di poter distanziare dal corpo arco gli eventuali pesi supplementari, a tutto vantaggio della stabilità torsionale. Indicate all’uso compoundistico risulterebbero quindi delle aste centrali leggere, tendenzialmente rigide e, perché no, persino dotate di profili poco sensibili agli effetti del vento. La semplice ed arcinota regola per cui “ Con il doppio del peso a metà della distanza si arriva al medesimo bilanciamento”, o viceversa, se preferite,vi aiuterà non poco ad identificare la lunghezza ed i pesi più appropriati alle caratteristiche vostre e del vostro arco. Se, per esempio, doveste trovarvi nella necessità di alleggerire il vostro sistema potrete ottenere il medesimo bilanciamento riducendo il peso “in punta” ma scegliendo un centrale più lungo. Per contro, volendo appesantire il tutto, all’aumento del peso finale potrà corrispondere un ragionevole “taglio” alla lunghezza dell’asta sempre, ovviamente, volendo mantenere lo stesso bilanciamento. Un peso azzeccato ed un buon bilanciamento sapranno creare la giusta sintonia fra postura, tecnica, arco e fattori esterni aiutandovi non poco ad essere più precisi e costanti. Vale la pena perderci qualche ora.
Foto N° 1: Con una registrazione del genere sarebbe lecito supporre un peso generale dell'attrezzo tendente al basso accoppiato ad un pesante carico di libbre. Un buon tentativo sarebbe quello di aggiungere massa al vostro arco o di ridurne il libbraggio. Al limite, si potrebbe lavorare anche sul let off, operazione di non sempre veloce e pratica attuazione. Foto N° 2: In questa situazione di lettura il vostro arco dovrebbe avere una massa troppo importante. Togliere peso , aumentare libbre o diminuire il let off, rimangono le opzioni praticabili alla soluzione del problema. Foto N°3 e N° 4 : Spesso appesantire il riser in prossimità della grip può dare buoni risultati. Foto N°5: Un centrale decisamente appesantito dovrà essere valutato con attenzione prima di essere adottato in maniera definitiva.. Foto n°6 e N°7: I V –Bar nell’applicazione compoundistica possono trovare senso diverso rispetto alle loro applicazioni più classiche. Foto N°8 e N°9: Due scelte “importanti” e del tutto simili: da sinistra a destra le soluzioni di Logan e Reo Wilde
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